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XV  RASSEGNA    18 luglio - 23 agosto 2008 concerti ore 21

CD: "L'organo G. Callido di Borca di Cadore"

dalla recensione:   "...lo splendore dei suoi timbri ed amalgami sonori...in una parola le caratteristiche timbriche dello strumento figurano come l'elemento cardine ed il filo conduttore del pregevolissimo CD...L'interpretazione di Luigi Scopel, altamente musicale, manifesta la qualità di un tocco fine e differenziato..."

 

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE AL PARROCO DI LORENZAGO DI CADORE IN OCCASIONE DEL CONCERTO ORGANIZZATO IN SUO ONORE NEL GIORNO DELLA FESTA DI SAN BENEDETTO

Pubblichiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato ieri al Parroco di Lorenzago di Cadore, don Sergio De Martin Modolado, in occasione del concerto organizzato in Suo onore nel giorno della festa di San Benedetto, e che è stato letto ieri sera nella chiesa parrocchiale in apertura dell’evento musicale:

·  MESSAGGIO DEL SANTO PADRE         (11 luglio 2007)                   

Signor Parroco,

Sono tanto grato a Lei, alle Autorità Cittadine e all’intera Comunità di Lorenzago di Cadore per l’accoglienza che mi è stata riservata all’arrivo in questa bella località circondata da bellissimi boschi e dalle maestose montagne delle Dolomiti.

Ringrazio, in particolare, per gli auguri per un fruttuoso periodo di riposo, tanto graditi perché avvalorati dalla preghiera sulla quale conto molto per compiere la missione che il Signore mi ha affidato.

Sono stato informato anche dell’iniziativa di onorare San Benedetto, patrono dell’Europa, nel giorno della sua festa, con un concerto d’organo e con la presentazione della mostra dedicata ai "Tesori d’arte nelle chiese dell’Alto Bellunese", che avrà luogo questa sera nella Chiesa parrocchiale.

Un ringraziamento particolare al Maestro José Luis González Uriol per il concerto in cui suonerà lo storico organo, re degli strumenti musicali, appena restaurato, e ai componenti la Schola Cantorum di Lorenzago perché, come ricorda Sant’Agostino, "chi canta prega due volte".

Assicurando la mia spirituale partecipazione all’evento, mi è caro porgere a tutti i presenti e all’intera Comunità il mio cordiale e affettuoso saluto, accompagnato da uno speciale ricordo al Signore in questa vigilia della festa dei SS. Patroni Ermagora e Fortunato.

Con la mia Benedizione.

BENEDICTUS PP. XVI

 

La nostra Associazione, dopo l'Angelus del 22.07.07 a Lorenzago, ha offerto al Santo Padre  la raccolta dei Cd registrata sugli organi storici del Cadore, dono accettato con gradimento.

...Che cos’è? Il dono dell’associazione Organi Storici in Cadore ha incuriosito il papa. Che ha chiesto: «Che cos’è?», riferendosi al cofanetto in legno che gli è stato presentato nel dopo Angelus di domenica. «Santità, ci sono contenuti otto Cd di altrettanti concerti d’organo», gli è stato spiegato. L’opera doveva essergli presentata dal direttore artistico Renzo Bortolot, organista oltre che sindaco di Zoppé, ma questi ha dovuto rinunciare e il dono è stato portato al papa da un rappresentante della Magnifica. Benedetto XVI, cui piace la musica, si è subito incuriosito e ne ha estratto uno dal cofanetto, apprezzando il dono, come personale. I concerti sono stati registrati a Borca, Vigo, Valle, San Vito, Candide ed Auronzo. Sabato scorso, fra l’altro, sono stati festeggiati i primi 250 anni dell’organo più vecchio della provincia di Belluno, quello di Vigo di Cadore. Durante l’illustrazione dello strumento sono stati eseguiti da Luigi Scopel alcuni brani. Singolare l’inserimento anche di una componente come la fisarmonica. Ha presentato l’appuntamento Giuseppe Patuelli...(fdm) Corriere delle Alpi

 

 I ringraziamenti del Santo Padre

e della Curia Diocesana

 

METODOLOGIA E CRITERI DI RESTAURO
SECONDO LE NORME PER IL RESTAURO DEGLI ORGANI ANTICHI
Approvate dall’Assemblea Generale dell’Associazione Italiana Organari.


PREMESSE

a. La normativa che segue viene applicata a tutti gli organi a canne sottoposti alla tutela da parte dello Stato Italiano secondo le leggi e i regolamenti vigenti in materia.

b. Ogni intervento sugli organi di cui sopra dovrà essere preventivamente approvato dall'autorità di tutela competente In particolare, non si procederà in alcun caso all'inizio dei lavori senza aver preventivamente ottenuto il nulla osta a procedere da parte dell'autorità competente.

c. I lavori dovranno essere condotti in conformità alle direttive impartite dall'autorità di tutela. Ove le stesse
fossero in contrasto con quanto stabilito dalla normativa che segue, sarà cura dell'organaro membro dell'A.I.O. notificare per iscritto all'Autorità competente e all'A.I.O. il proprio motivato dissenso al fine di ricercare un accordo nell'esclusivo interesse della tutela dell'organo antico.


INTERVENTO DI RESTAURO

Per restauro si intende quel complesso di operazioni di carattere straordinario atte a riportare l'organo a buone condizioni di efficienza fonica e tecnica.
Di norma tali operazioni comportano lo smontaggio totale dell'organo o di parti consistenti dello stesso e, a titolo esemplificativo:
a - Il perfetto ripristino delle parti originali.
b - La sostituzione delle parti deperibili (pelli, feltri)
c - La sostituzione delle parti ritenute non restaurabili
d - La ricostruzione eventuale di parti mancanti

Nel restauro degli organi si possono distinguere due casi:

A) Organi che non hanno subìto sostanziali trasformazioni dopo la loro costruzione
. Essi dovranno essere restaurati nel rispetto delle caratteristiche tecniche e foniche originarie. Ove alcuni elementi fossero mancanti, sia pertinenti alla parte meccanica che fonica, si dovrà operare la loro ricostruzione facendo riferimento a modelli dello stesso autore, ove reperibili, ovvero a modelli coevi della stessa scuola organaria. Ove si reputasse necessario sostituire elementi originali non restaurabili, si dovranno ricostruire nuovi elementi come copia fedele degli originali.

B) Organi che hanno
subìto trasformazioni in epoche successive alla loro costruzione. Per tali strumenti dovrà essere fatta, in accordo con gli organi di tutela, un'attenta valutazione che investa ogni particolare del manufatto e che prenda in considerazione la sua configurazione originaria, nota o presumibile e tutti i mutamenti introdotti in epoche successive. In linea generale dovranno essere rimossi tutti gli elementi, risalenti a meno di mezzo secolo d'età, che siano stati introdotti con l'intento di modificare lo strumento dal punto di vista tecnico e fonico.

A titolo esemplificativo Si citano:
1) Apparecchiature di elettrificazione di organi meccanici
2) Apparati introdotti per il completamento di ottave "scavezze" ai manuali e al pedale
3) Nuovi registri a sostituzione di registri originali di natura diversa
4)Tastiere, pedaliere,
catenacciature e altri elementi non costruiti in aderenza allo stile o alla configurazione originaria

Elementi di questo tipo potranno essere rimossi e conservati, in accordo con l'autorità di tutela, anche se risalenti ad oltre mezzo secolo, ove ritenuti incompatibili con lo stile dello strumento e lesivi delle sue caratteristiche tecniche o foniche.
Al posto degli elementi rimossi si dovrà operare la ricostruzione delle parti alienate durante precedenti interventi secondo modelli dello stesso autore ove reperibili, ovvero secondo modelli coevi della stessa scuola
organaria.

Si dovrà valutare se i mutamenti apportati in passato
siano o meno compatibili con il ripristino di condizioni accettabili di operatività e con lo stile dello strumento. Si tenderà a rispettare ove possibile ogni elemento già antico e non lesivo dello stile e dell'operatività dell'organo.


DOCUMENTAZIONE

Anche in assenza
di esplicita richiesta da parte dell'Organo di tutela il restauratore dovrà curare una documentazione dell'intervento di restauro che comprenda:

- Documentazione fotografica dello strumento prima dello smontaggio: foto di facciata, delle parti esterne (tastiera, pedaliera, registrazione, comandi) e delle parti interne più significative (somieri, canne, meccanica,
manticeria).

- Rilievo, ove possibile, del corista, del temperamento e della pressione dell'aria prima dello smontaggio.

- Inventario delle canne redatto successivamente alle operazioni di riordino del materiale fonico, che riporti le indicazioni presenti su ciascuna canna, che descriva le caratteristiche tecnico-costruttive di ciascun registro, che illustri gli interventi di restauro compiuti e riporti saggi di misurazione.

- Documentazione fotografica in corso di restauro che illustri le caratteristiche delle parti (somieri smontati, canne, meccanica, mantici ecc.).

- Documentazione fotografica dello strumento a restauro concluso.

- Rilievo del corista e del temperamento a restauro concluso.


CRITERI OPERATIVI GENERALI

Il restauratore dovrà sempre operare con l'intento primario di conservare e ripristinare nella funzione originaria qualsiasi parte dell'organo antico, senza operare trasformazioni secondo criteri e valutazione personali. Di seguito sono elencate operazioni tipiche di restauro con l'intento di tracciare criteri operativi. Ogni restauratore dovrà conformarsi ai criteri esposti e, per analogia, applicarli anche
a operazioni non contenute nella presente normativa.


TRATTAMENTO DELLE PARTI ORIGINALI

A. 1 Trattamento antitarlo delle parti lignee. Tutte le parti lignee dello strumento, intaccate da parassiti
xylofagi, con l'eventuale esclusione degli elementi non compresi nel contratto di restauro (cassa di risonanza, elementi strutturali), dovranno essere trattate contro il tarlo con tecniche adatte e con prodotti efficaci allo scopo. Si privilegeranno prodotti non suscettibili di causare danni alla salute degli operatori e di chi venga a contatto con i materiali sottoposti a trattamento.

A. 2 Trattamento dei materiali ferrosi. I materiali ferrosi, quali
catenacciature, tiranti, molle in ferro, dovranno essere liberati per quanto possibile dall'ossido di ferro e trattati con prodotti reversibili che proteggano le superfici con l'intento di ritardare il nuovo insorgere del fenomeno È preferito l'uso di prodotti specifici che non alterino il manufatto dal punto di vista estetico. L'uso dei lubrificanti dovrà essere moderato e limitato ai punti d'attrito.

A. 3 Applicazione di colle e vernici. Per l'incollaggio delle parti lignee si
dovranno utilizzare colle a caldo omogenee a quelle utilizzate dall'autore. Le parti originariamente verniciate potranno essere ripassate di verniciatura e, in tal caso, si adotteranno sostanze e tecniche omogenee alle originali (vernici ad alcool, gomma lacca o simili, con applicazioni a pennello o a tampone).

A. 4 Pulitura. La pulitura delle parti dovrà essere compiuta di norma mediante spazzolatura, con acqua o solventi volatili non aggressivi, senza far ricorso per quanto possibile a sostanze abrasive,
nell'ottica della massima conservazione del materiale.


B. RICOSTRUZIONE DI PARTI ORIGINALI IRRESTAURABILI

Le parti originali giudicate non restaurabili per usura o deterioramento dovranno essere ricostruite come copia fedele delle parti originali. Si dovranno utilizzare materiali della stessa natura. A titolo esemplificativo:

- Legnami della stessa essenza
- Pellami della stessa natura
- Metalli di composizione omogenea per la costruzione delle canne
- Ferro battuto all'incudine

Tali materiali dovranno essere impiegati riproducendo il manufatto originale per foggia e dimensioni e adottando tecniche costruttive omogenee con quelle adottate dall'autore, rilevabili dallo studio dello strumento.


C. RICOSTRUZIONE DI PARTI MANCANTI

Le parti mancanti dovranno essere ricostruite come copia fedele di parti analoghe costruite dallo stesso autore, secondo i criteri descritti per la ricostruzione di parti originali non restaurabili. Ove l'autore dell'organo non
fosse conosciuto o non fosse possibile ritrovare parti a lui attribuibili da copiare, si dovrà far riferimento a manufatti coevi presenti in organi della stesa scuola organaria e, per quanto possibile, simili nello stile all'organo sottoposto a restauro.

 

 

 

 

 

 

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