|

|
|
|
|
|
|
MESSAGGIO
DEL SANTO PADRE AL PARROCO DI LORENZAGO DI CADORE IN OCCASIONE DEL CONCERTO
ORGANIZZATO IN SUO ONORE NEL GIORNO DELLA FESTA DI SAN BENEDETTO
Pubblichiamo di seguito il Messaggio che
il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato ieri al Parroco di Lorenzago di Cadore,
don Sergio De Martin Modolado, in occasione del concerto organizzato in Suo
onore nel giorno della festa di San Benedetto, e che è stato letto ieri sera
nella chiesa parrocchiale in apertura dell’evento musicale:
· MESSAGGIO
DEL SANTO PADRE (11
luglio 2007)
Signor Parroco,
Sono tanto grato a Lei, alle Autorità
Cittadine e all’intera Comunità di Lorenzago di Cadore per l’accoglienza che mi
è stata riservata all’arrivo in questa bella località circondata da bellissimi
boschi e dalle maestose montagne delle Dolomiti.
Ringrazio, in particolare, per gli auguri
per un fruttuoso periodo di riposo, tanto graditi perché avvalorati dalla
preghiera sulla quale conto molto per compiere la missione che il Signore mi ha
affidato.
Sono stato informato anche
dell’iniziativa di onorare San Benedetto, patrono dell’Europa, nel giorno della
sua festa, con un concerto d’organo e con la presentazione della mostra
dedicata ai "Tesori d’arte nelle chiese dell’Alto Bellunese", che
avrà luogo questa sera nella Chiesa parrocchiale.
Un ringraziamento particolare al Maestro
José Luis González Uriol per il concerto in cui suonerà lo storico organo, re
degli strumenti musicali, appena restaurato, e ai componenti la Schola
Cantorum di Lorenzago perché, come ricorda Sant’Agostino, "chi canta
prega due volte".
Assicurando la mia spirituale
partecipazione all’evento, mi è caro porgere a tutti i presenti e all’intera
Comunità il mio cordiale e affettuoso saluto, accompagnato da uno speciale
ricordo al Signore in questa vigilia della festa dei SS. Patroni Ermagora e
Fortunato.
Con la mia Benedizione.
BENEDICTUS PP. XVI
La
nostra Associazione,
dopo l'Angelus del 22.07.07
a Lorenzago, ha offerto al Santo
Padre la raccolta dei Cd registrata
sugli organi storici del Cadore, dono
accettato con gradimento.
...Che cos’è? Il dono dell’associazione Organi Storici in Cadore ha
incuriosito il papa. Che ha chiesto: «Che cos’è?», riferendosi al cofanetto in
legno che gli è stato presentato nel dopo Angelus di domenica. «Santità, ci
sono contenuti otto Cd di altrettanti concerti d’organo», gli è stato spiegato.
L’opera doveva essergli presentata dal direttore artistico Renzo Bortolot,
organista oltre che sindaco di Zoppé, ma questi ha dovuto rinunciare e il dono
è stato portato al papa da un rappresentante della Magnifica. Benedetto XVI,
cui piace la musica, si è subito incuriosito e ne ha estratto uno dal
cofanetto, apprezzando il dono, come personale. I concerti sono stati registrati
a Borca, Vigo, Valle, San Vito, Candide ed Auronzo. Sabato scorso, fra l’altro,
sono stati festeggiati i primi 250 anni dell’organo più vecchio della provincia
di Belluno, quello di Vigo di Cadore. Durante l’illustrazione dello strumento
sono stati eseguiti da Luigi Scopel alcuni brani. Singolare l’inserimento anche
di una componente come la fisarmonica. Ha presentato l’appuntamento Giuseppe
Patuelli...(fdm) Corriere delle Alpi
I
ringraziamenti del Santo Padre
e
della Curia
Diocesana
|
|
METODOLOGIA E
CRITERI DI RESTAURO
SECONDO LE NORME PER IL RESTAURO DEGLI ORGANI ANTICHI
Approvate dall’Assemblea Generale dell’Associazione
Italiana Organari.
PREMESSE
a. La normativa che segue viene
applicata a tutti gli organi a canne sottoposti alla tutela da parte dello
Stato Italiano secondo le leggi e i regolamenti vigenti in materia.
b. Ogni intervento sugli organi di cui sopra dovrà
essere preventivamente approvato dall'autorità di tutela competente In
particolare, non si procederà in alcun caso all'inizio dei lavori senza aver
preventivamente ottenuto il nulla osta a procedere da parte dell'autorità
competente.
c. I lavori dovranno essere condotti in conformità alle direttive impartite
dall'autorità di tutela. Ove le stesse fossero in
contrasto con quanto stabilito dalla normativa che segue, sarà cura dell'organaro membro dell'A.I.O. notificare per iscritto
all'Autorità competente e all'A.I.O. il proprio
motivato dissenso al fine di ricercare un accordo nell'esclusivo interesse
della tutela dell'organo antico.
INTERVENTO DI RESTAURO
Per restauro si intende quel complesso di operazioni di carattere
straordinario atte a riportare l'organo a buone condizioni di efficienza
fonica e tecnica.
Di norma tali operazioni comportano lo smontaggio totale
dell'organo o di parti consistenti dello stesso e, a titolo esemplificativo:
a - Il perfetto ripristino delle parti originali.
b - La sostituzione delle parti deperibili (pelli, feltri)
c - La sostituzione delle parti ritenute non restaurabili
d - La ricostruzione eventuale di parti mancanti
Nel restauro degli organi si possono distinguere due casi:
A) Organi che non hanno subìto sostanziali
trasformazioni dopo la loro costruzione. Essi dovranno essere
restaurati nel rispetto delle caratteristiche tecniche e foniche originarie.
Ove alcuni elementi fossero mancanti, sia pertinenti
alla parte meccanica che fonica, si dovrà operare la loro ricostruzione
facendo riferimento a modelli dello stesso autore, ove reperibili, ovvero a
modelli coevi della stessa scuola organaria. Ove si
reputasse necessario sostituire elementi originali
non restaurabili, si dovranno ricostruire nuovi elementi come copia fedele
degli originali.
B) Organi che hanno subìto trasformazioni in epoche
successive alla loro costruzione. Per tali strumenti dovrà essere fatta, in
accordo con gli organi di tutela, un'attenta valutazione che investa ogni particolare del manufatto e che prenda in
considerazione la sua configurazione originaria, nota o presumibile e tutti i
mutamenti introdotti in epoche successive. In linea generale dovranno essere
rimossi tutti gli elementi, risalenti a meno di mezzo secolo d'età, che siano stati introdotti con l'intento di modificare lo
strumento dal punto di vista tecnico e fonico.
A titolo esemplificativo Si citano:
1) Apparecchiature di elettrificazione di organi meccanici
2) Apparati introdotti per il completamento di ottave "scavezze" ai
manuali e al pedale
3) Nuovi registri a sostituzione di registri originali di natura diversa
4)Tastiere, pedaliere, catenacciature e altri
elementi non costruiti in aderenza allo stile o alla configurazione
originaria
Elementi di questo tipo potranno essere rimossi e conservati, in accordo con
l'autorità di tutela, anche se risalenti ad oltre mezzo secolo, ove ritenuti
incompatibili con lo stile dello strumento e lesivi delle sue caratteristiche
tecniche o foniche.
Al posto degli elementi rimossi si dovrà operare la ricostruzione delle parti
alienate durante precedenti interventi secondo modelli dello stesso autore
ove reperibili, ovvero secondo modelli coevi della stessa scuola organaria.
Si dovrà valutare se i mutamenti apportati in passato siano
o meno compatibili con il ripristino di condizioni accettabili di operatività
e con lo stile dello strumento. Si tenderà a rispettare ove possibile ogni
elemento già antico e non lesivo dello stile e dell'operatività dell'organo.
DOCUMENTAZIONE
Anche in assenza di esplicita richiesta da parte
dell'Organo di tutela il restauratore dovrà curare una documentazione
dell'intervento di restauro che comprenda:
- Documentazione fotografica dello strumento prima dello smontaggio: foto di
facciata, delle parti esterne (tastiera, pedaliera, registrazione, comandi) e
delle parti interne più significative (somieri, canne, meccanica, manticeria).
- Rilievo, ove possibile, del corista, del temperamento e della pressione
dell'aria prima dello smontaggio.
- Inventario delle canne redatto successivamente alle operazioni di riordino
del materiale fonico, che riporti le indicazioni presenti su ciascuna canna,
che descriva le caratteristiche tecnico-costruttive di ciascun registro, che
illustri gli interventi di restauro compiuti e riporti saggi di misurazione.
- Documentazione fotografica in corso di restauro che illustri le
caratteristiche delle parti (somieri smontati, canne, meccanica, mantici
ecc.).
- Documentazione fotografica dello strumento a restauro concluso.
- Rilievo del corista e del temperamento a restauro concluso.
CRITERI OPERATIVI GENERALI
Il restauratore dovrà sempre operare con l'intento primario di conservare e
ripristinare nella funzione originaria qualsiasi parte dell'organo antico,
senza operare trasformazioni secondo criteri e valutazione personali. Di
seguito sono elencate operazioni tipiche di restauro con l'intento di
tracciare criteri operativi. Ogni restauratore dovrà conformarsi ai criteri
esposti e, per analogia, applicarli anche a
operazioni non contenute nella presente normativa.
TRATTAMENTO DELLE PARTI ORIGINALI
A. 1 Trattamento antitarlo delle parti lignee. Tutte le parti lignee dello
strumento, intaccate da parassiti xylofagi, con
l'eventuale esclusione degli elementi non compresi nel contratto di restauro
(cassa di risonanza, elementi strutturali), dovranno essere trattate contro
il tarlo con tecniche adatte e con prodotti efficaci allo scopo. Si privilegeranno prodotti non suscettibili di causare danni
alla salute degli operatori e di chi venga a contatto con i materiali sottoposti
a trattamento.
A. 2 Trattamento dei materiali ferrosi. I materiali ferrosi, quali catenacciature, tiranti, molle in
ferro, dovranno essere liberati per quanto possibile dall'ossido di ferro e
trattati con prodotti reversibili che proteggano le superfici con l'intento
di ritardare il nuovo insorgere del fenomeno È preferito l'uso di prodotti
specifici che non alterino il manufatto dal punto di vista estetico. L'uso
dei lubrificanti dovrà essere moderato e limitato ai punti d'attrito.
A. 3 Applicazione di colle e vernici. Per l'incollaggio delle parti lignee si
dovranno utilizzare colle a caldo omogenee a quelle
utilizzate dall'autore. Le parti originariamente verniciate potranno essere ripassate di verniciatura e, in tal caso, si
adotteranno sostanze e tecniche omogenee alle originali (vernici ad
alcool, gomma lacca o simili, con applicazioni a pennello o a tampone).
A. 4 Pulitura. La pulitura delle parti dovrà essere compiuta di norma
mediante spazzolatura, con acqua o solventi volatili non aggressivi, senza
far ricorso per quanto possibile a sostanze abrasive, nell'ottica
della massima conservazione del materiale.
B. RICOSTRUZIONE DI PARTI ORIGINALI IRRESTAURABILI
Le parti originali giudicate non restaurabili per usura o deterioramento
dovranno essere ricostruite come copia fedele delle parti originali. Si
dovranno utilizzare materiali della stessa natura. A titolo esemplificativo:
- Legnami della stessa essenza
- Pellami della stessa natura
- Metalli di composizione omogenea per la costruzione delle canne
- Ferro battuto all'incudine
Tali materiali dovranno essere impiegati riproducendo il manufatto originale
per foggia e dimensioni e adottando tecniche costruttive omogenee con quelle
adottate dall'autore, rilevabili dallo studio dello strumento.
C.
RICOSTRUZIONE DI PARTI MANCANTI
Le parti mancanti dovranno essere ricostruite come copia fedele di parti
analoghe costruite dallo stesso autore, secondo i criteri descritti per la
ricostruzione di parti originali non restaurabili. Ove l'autore dell'organo
non fosse conosciuto o non fosse possibile ritrovare
parti a lui attribuibili da copiare, si dovrà far riferimento a manufatti
coevi presenti in organi della stesa scuola organaria
e, per quanto possibile, simili nello stile all'organo sottoposto a restauro.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|