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  •  GLI ORGANI STORICI DEL CADORE

 

Auronzo di Cadore- Villagrande: Gaetano Callido - 1780/ Giovanni Battista De Lorenzi - 1864  CD

                           - Villapiccola: Giovanni Battista De Lorenzi - 1859

Borca di Cadore: Gaetano Callido – 1791   CD 

Calalzo di Cadore: Carlo Aletti - 1891

Cancia: Giuseppe Fedeli – 1773   CD 

Candide: Gaetano Callido - 1797/99   CD 

Chiapuzza: Angelo Tesia - 1766

Cibiana di Cadore: Carlo Aletti - 1898

Domegge di Cadore: Francesco Tessicini - 1853/54    CD

Lorenzago di Cadore- Parrocchiale: Francesco Comelli - 1790/96   CD

                              - Madonna della Difesa: Nicolò Moscatelli - 1764

Lozzo di Cadore: Angelo Agostini – nella ex parrocchiale dal 1886

Perarolo di Cadore: Pietro Nacchini - Francesco Dacci - 1765/68

Pieve di Cadore: Giacomo Bazzani e Figli - 1825

S. Fosca: Domenico Malvestio & figlio - 1904

S. Stefano di Cadore: Giacomo Bazzani e Figli - 1852

S. Vito di Cadore: Giacomo Bazzani e Figli – 1848   CD 

Sappada: Beniamino Zanin - 1904

Selva di Cadore: Girolamo Zavarise - 1790/92

Tai di Cadore: Antonio e Agostino Callido - 1819

Valle di Cadore: Francesco Dacci – 1768    CD

Venas di Cadore: Giovanni Battista De Lorenzi – 1859   CD

Vigo di Cadore: Antonio Barbini - 1757 / Carlo Aletti – 1894   CD 

Vinigo di Cadore: Giuseppe Mariotto (Giacobbi) - 1845

Zoppè di Cadore: Domenico Gasparini – 1746   CD 

 

(In grassetto sono indicati gli strumenti che sono attualmente nelle migliori condizioni)

   strumenti dei quali è disponibile la registrazione su compact disc    CD   il link su alcune località abilita l'ascolto

 

 

AURONZO DI CADORE  

    ORGANO “G. CALLIDO - G.B. DE LORENZI” (1780-1864)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Facciata di 25 canne di Principale, disposte a cuspide con ali, davanti alle quali sono collocati i registri Trombonebasso, Tromba dolce Soprani, Violoncello bassi e Flaugioletto Soprani.Manuale di 62 tasti (Do-1 / Fa5, reale da Fa-1) con i tasti “diatonici” neri e quelli “cromatici” bianchi.Pedaliera moderna orizzontale di 24 note (Do1 / Si2).Due file di tiranti a pomello azionano i seguenti registri:

 

Principale in 8 Bassi [12’]                                        

Corno inglese [Soprani 16’]

Principale in 8 Soprani [12’]                                     

Flauto reale [Soprani 8’]

Ottava  

Flauto 8.va Bassi

Quintadecima

Flauto 8.va Soprani

Decimanona

Flauto 12.ma

Vigesimaseconda

Voce umana

Vigesimasesta 

Trombone Basso [8’]

Vigesimanona

Tromba dolce Soprani [8’]

Contrabassi 16’ [al pedale]                                       

Violoncello [Bassi 8’]

Ottava [al pedale]                                                    

Flaugioletto Soprani [2’]

Duodecima [al pedale 5 1/3’]                                    

Viola nei Bassi [4’]

Bombardone [al pedale 16’]

 

                                                                                                         

Divisione tra bassi e soprani ai tasti Si2 / Do3Accessori: Tiratutti a manovella e doppio pedale; pedaletto per il Tremolo, l’unione tasto-pedale e la Terza mano(dal Do3). 

Questo strumento costruito nel 1780 da Gaetano Callido (Opera n. 160) è stato in seguito ampliato, nel 1864, da Giovanni Battista De Lorenzi.Esso si presenta quindi come un pregevolissimo organo settecentesco di scuola veneta, arricchito da alcuni registri e accessori tipici dell’organaria ottocentesca. La sua monumentalità e potenza sonora, ben si adattano all’ampiezza della chiesa in cui è collocato.

 

 

BORCA DI CADORE  

    ORGANO “G. CALLIDO” (1791)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

La facciata del Primo Organo è formata da 23 canne di Principale, disposte a cuspide con ai lati due ali ascendenti, davanti a cui si trovano quelle dei Tromboncini.Il Secondo Organo è posto a lato, alla base della cassa, ed è chiuso frontalmente da due ribalte.Le due tastiere hanno 47 tasti (Do1 / Re5) e la prima ottava corta. La pedaliera, a leggio con prima ottava corta,ha 18 tasti (Do1 / Sol#2 e l’ultimo per il rollante).I registri sono comandati da due file di pomelli a tiro disposti ai lati delle tastiere nel seguente ordine:

 

Primo Organo (tastiera superiore)

 

Principale Bassi [8’]                                                     

Voce Umana

Principale Soprani [8’]                                                 

Flauto in 8.va Bassi

Ottava 

Flauto in 8.va Soprani

Quintadecima

Flauto in 12.ma Bassi

Decimanona

Flauto in 12.ma Soprani

Vigesimaseconda

Cornetto [Soprani 1 3/5’]

Vigesimasesta

Tromboncini Bassi [8’]

Vigesimanona

Tromboncini Soprani [8’]

Trigesimaterza [fino al Fa2]                                           

Tromboni [al pedale 8’]

Trigesimasesta [fino al Do2]

 

Contrabassi [al pedale 16’]

 

Ottava di controbassi [al pedale]

 

 

Secondo Organo (tastiera inferiore):

 

Voce umana                                                               

Principale Bassi [8’]

Flauto in 8.va Bassi                                                       

Principale Soprani [8’]

Flauto in 8.va Soprani                                                  

Ottava

Cornetto [Soprani 1 3/5’]                                             

Quintadecima

Violoncello Bassi [8’]                                                    

Decima Nona

Violoncello Soprani [8’]                                                

Vigesima Seconda

 

Divisione tra Bassi e Soprani ai tasti Do#3 / Re3Accessori: Tiratutti a manovella e doppio pedaletto; pedaletto unione tastiere; Rollante. 

Opera del celebre “Professore d’Organi” Gaetano Callido, lo strumento di Borca di Cadore fu costruito nel 1791 per la nuova chiesa, edificata nel 1745, dopo che quella vecchia era stata distrutta da una disastrosa frana caduta dal Monte Antelao nel 1737.

Si tratta di uno strumento veramente eccezionale di tipo “doppio”, cioé formato da due organi: uno principale (il Primo) e uno di risposta (il Secondo). La sua timbrica, particolarmente bella e molto apprezzata da tutti gli organisti che hanno avuto la fortuna di suonarlo, viene ulteriormente valorizzata dall’ottima acustica della chiesa

 

 

CANCIA di Borca di Cadore  

    ORGANO “G. FEDELI” (1773)

 

 

 

 

 DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Facciata con 17 canne di principale disposte a cuspide.Manuale di 45 tasti (Do1/Do5) con la prima ottava corta.
Pedaliera a leggio, costantemente unita al manuale e anch’essa con prima ottava corta, con 9 tasti (Do1/Do2), costantemente unita al manuale e senza registri propri.Registri azionati da pomelli a tiro, distribuiti su due colonne a destra della tastiera secondo la seguente disposizione:

 

Principale 8’

Voce umana  (dal Do#3)

Ottava

Flauto in XII^

Decima quinta

Cornetta  (dal Do#3)

Decima nona

 

Vigesima seconda

 

Vigesima sesta

 

 

Accessori:Tiratutti 

Costruito nelle Marche da Giuseppe Fedeli nel 1773 è oggi posto in cantoria sopra la porta principale della Chiesa di San Rocco a Cancia. Non si tratta di uno strumento vistoso ma è comunque un interessante organo positivo, prezioso per l’equilibrio sonoro e la vivacità timbrica, di sicuro valore storico.

  

 

 

CANDIDE

     ORGANO “G. CALLIDO” (1797-1799)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

23 canne di Principale disposte a cuspide con ali, davanti alle quali sono collocate quelle dei tromboncini,formano la facciata del Primo Organo.Il Secondo Organo, chiuso frontalmente da due ribalte, è posto lateralmente nel basamento della cassa.Le due tastiere, entrambe di 62 tasti (Do-1 / Fa5), sono con prima ottava corta; quella superiore (Primo Organo)è però reale dal Fa-1, quella inferiore (Secondo Organo) dal Do1.La pedaliera, a leggio con prima ottava corta, ha 19 note (Do1 / Sib2) più un pedale per il tamburo.I registri sono comandati da due file di pomelli a tiro, collocati ai lati delle tastiere nel seguente ordine:

 

Primo Organo (a destra):

 

Principale Bassi [12’]                                                    

Voce Umana

Principale Soprani [12’]                                                

Flauto in VIII Bassi

Ottava

Flauto in VIII Soprani

Quintadecima

Flauto in XII

Decimanona

Cornetta [soprani 1 3/5’]

Vigesimaseconda  

Violetta Bassi [4’]

Vigesimasesta

Violetta Soprani [4’]

Vigesimanona

Tromboncini Bassi [8’]

Trigesimaterza 

Tromboncini Soprani [8’]

Trigesimasesta

Tromboni [al pedale 8’]

Contrabassi [al pedale 16’]

 

Ottava di contrabassi [al pedale 8’]

 

Ottava di contrabassi [al pedale 4’]

 

 

Secondo Organo (a sinistra):

 

Voce umana                                                            

Principale Bassi [8’]

Flauto in VIII Bassi                                                    

Principale Soprani [8’]

Flauto in VIII Soprani                                                

Ottava Bassi

Flauto in XII                                                             

Ottava Soprani

Cornetta [Soprani 1 3/5’]                                          

Quintadecima

Tromboncini Bassi [8’]                                              

Decima Nona

Tromboncini Soprani [8’]                                          

Vigesima Seconda

Violoncello Bassi [8’]

 

Violoncello Soprani [8’]

 

 

Divisione tra bassi e soprani ai tasti La2 / Sib2Accessori:Tiratutti a manovella: unione delle tastiere (ottenuta spingendo all’indietro la tastiera superiore); Tamburo. 

Questo monumentale organo è di tipo “doppio”, come quello fabbricato dallo stesso Gaetano Callido per la chiesa di Borca, ma con alcuni registri in più ed una maggiore estensione nelle note gravi. Nell’elenco dei suoi organi (Tavola3) Callido registra lo strumento in questo modo: “1797.367.Candide di Cadore doppio Pdi: 12”.

Il restauro condotto a termine dall’esperto organaro Alfredo Piccinelli (1995)  rivela la bellezza e la potenza sonora dello strumento, vero gioiello dell’arte callidiana.

 

 

 

CHIAPUZZA (San Vito di Cadore)

     ORGANO “A. TESIA” (1766)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

 La facciata è formata da 21 canne, col labbro superiore a scudo, disposte a cuspide con ali.Il manuale, con prima ottava corta, ha 45 tasti nell’estensione Do 1 / Do 5, la pedaliera a leggio, costantementeunita al manuale, è anch’essa con prima ottava corta ed ha 14 note (Do 1 / Fa 2).I registri sono azionati da pomelli disposti in due file a destra della tastiera, secondo il seguente ordine:

 

Principale Bassi [8]                                                       

Voce umana

Principale Soprani [8]                                                  

Flauto in XII Soprani

Ottava

Flauto in XII Bassi

Quintadecima

Cornetto [soprani 1 3/5’]

Decimanona 

Contrabassi [16’ al pedale]

Vigesimaseconda   

Ottava di Contr. [8’ al pedale]

Vigesimasesta

Rullo [due tiranti; non funzionante]

Vigesimanona

 

Trigesimaterza [sino al Fa 2]

 

Trigesimasesta [sino al Do 2]

 

 

Divisione tra bassi e soprani ai tasti Si 2 / Do 3.Accessori: Tiratutti a manovella; terza mano inseribile con pedaletto. 

Questo strumento fu costruito nel 1766 da Angelo Tesia, organaro veneto, per la Chiesa di San Vito. Nel 1849 venne smontato per lasciar posto al nuovo organo di Bazzani e fu quindi collocato a Chiapuzza, nella chiesa della Madonna della Salute dove, nel 1880, fu danneggiato da un incendio.

Nonostante queste traversie, attualmente lo strumento si trova in discrete condizioni anche se sarebbe auspicabile un serio intervento di pulizia e manutenzione. L’organo presenta alcuni particolari interessanti: la tastiera originale, tutta intarsiata in ebano e bosso, di notevole bellezza; la mancanza dell’elettroventilatore che obbliga ad utilizzare manualmente i mantici; la scritta originale del XVIII° secolo che si trova sull’asse del leggio e che riporta i consigli sul “Modo di registrare” l’organo cioè il modo di combinare i diversi timbri dello strumento.

 

 

 

DOMEGGE DI CADORE

     ORGANO “F. TESSICINI” (1853-54)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Facciata di 41 canne di cui solo le 23 centrali, disposte a cuspide, sono suonanti mentre le rimanenti 18, poste aidue lati e distribuite ad ala, sono vere ma mute.Tastiera cromatica di 54 tasti (Do1 / Fa5) e pedaliera a leggio, anch’essa cromatica, di 20 tasti (Do1 / Sol2) con12 note reali, costantemente unita al manuale.Registri azionati da pomelli a tiro, distribuiti su due colonne a destra della tastiera, secondo la seguente disposizione:

 

Voce umana [dal Do#3]                                                        

Principale 8’ Bassi

Viola [4’]                                                                           

Principale 8’ Soprani

Flauto 8’ Soprani                                                                

Principale 8’ II [dal Do 2]

Flauto in VIII^ Soprani                                                         

Ottava bassa [4’]

Flauto in XII^ [dal Do#3]                                                      

Ottava soprana [4']

Decimino [dal Do#3]                                                             

Ottava II^ [dal Do 2]

Musette Bassi [16’]                                                               

Decima quinta

Musette Soprani [16']                                                            

Decima nona

Clarino 8’ Sop.                                                                     

Vigesima seconda [I^]

Clarino 8’ Bas.                                                                     

Vigesima seconda [II^]

Principale 8’ [al pedale]                                                         

Vigesima sesta

Bordone 8’ [al pedale]                                                          

Vigesima nona [due file]

Bombardone 8’ [al pedale]                                                    

Ottava di Contr. [al pedale 16’]

 

Divisione tra bassi e soprani ai tasti Do3 / Do#3.Accessori: Tiratutti a manovella e doppio pedale. 

L’organo è stato costruito da Francesco Tessicini “fabbricatore d’organi in Roma” nel 1853/54 (la data non è certa perché in fondo alla secreta del somiere maestro è indicato il 1854 mentre su una tavola dei mantici si trova scritto 1853) per la chiesa romana di Santa Maria del Monte.

Nel 1900 questo strumento fu acquistato dalla fabbriceria parrocchiale e quindi trasferito nella pieve di S. Giorgio di Domegge di Cadore. E’ un singolare esempio di organo di scuola romana presente in Cadore. Restaurato nel 1976 da A. Piccinelli.

 

 

 

LORENZAGO DI CADORE

     ORGANO “N. MOSCATELLI” (1764)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Facciata di 21 canne di Principale (dal Do2), con labbro superiore a scudo, disposte a cuspide con ali.Tastiera di 45 tasti (Do1 / Do5) con prima ottava corta e pedaliera a leggio, costantemente unita al manuale esenza registri propri, di 9 tasti (Do1 / Do2), anch’essa con prima ottava corta.I sette registri sono comandati da una serie di tiranti a pomello disposti su una fila a destra della tastiera, secondo questo ordine:

 

Principale [4']

Ottava

Quintadecima

Decimanona

Voce Umana [dal Do3]

Flauto in ottava [4’]

Violoncello bassi [Do1-Do#3]

 

Le prime 8 canne del Principale sono in legno e rimangono sempre inserite.

Come risulta anche dal cartellino autografo posto sul fondo della secreta che riporta “Opus Nicolai Moschatello Ano Domini 1764, questo organo positivo “ottavino” è stato costruito dall’organaro Nicolò Moscatelli nel 1764. Lo strumento è racchiuso in una artistica cassa ben lavorata, collocato in cantoria, sopra la porta d’ingresso. Questo piccolo gioiello della scuola organaria veneta, possiede un singolare registro ad ancia, tipo regale con tuba in legno, posto su di un somierino indipendente nella parte posteriore della cassa.

Restaurato alla fine degli anni Ottanta è stato inaugurato nel luglio 1988 in occasione di una delle tante vacanze che il Papa Giovanni Paolo II ha trascorso a Lorenzago di Cadore.

 

 

 

LORENZAGO DI CADORE

     ORGANO “F. COMELLI” (1790/96)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Collocato in cantoria, sopra la porta centrale, ha una facciata formata da 25 canne di principale con labbro superiore a scudo disposte a cuspide con ali, davanti alle quali sono collocate le tube del registro di tromboncini.

Tastiera, con prima ottava corta di 47 tasti (DO1-RE5), elegantemente lavorata con intarsi bicolori (bianco e nero). Divisione bassi/soprani tra Do#3-Re3.

Pedaliera scavezza con 18 tasti (Do1-La2), costantemente unita al manuale.

I registri sono azionati da due file di pomelli a tiro posti a destra della tastiera, secondo il seguente ordine:

 

Principale bassi 8'

 

Principale soprani 8'

 

Ottava

Voce umana soprani

Decimaquinta

Flauto 8.va Bassi

Decimanona

Flauto 8.va Soprani

Vigesimaseconda

Flauto 12.ma

Vigesimasesta

Cornetta soprani

Vigesimanona

Tromboncini Bassi

Trigesimaterza

Tromboncini Soprani

Trigesimasesta

Contrabassi16'                                                  

Tromboni

Ottava di contrabassi Duodecima contrabassi                                                   

Tamburo

                                  

 

 

 

Accessori: Tiratutti a manovella, Tamburo (acustico).

Gravemente manomesso nel 1947 è stato restaurato nel 2006/7 dalla ditta Laboratorio artigiano organi di Pizzo e Brasson.

Inaugurato nel luglio 2007 in occasione della vacanza che il Papa Benedetto XVI ha trascorso a Lorenzago di Cadore.

 

 

 

SANTO  STEFANO DI CADORE

     ORGANO “G. BAZZANI E FIGLI” (1852)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Facciata composta di 31 canne suddivise in tre campate a cuspide.Tastiera di 56 note a meccanica sospesa, con estensione Do1 / Sol5 cromatica; tasti diatonici coperti in osso confrontalini lisci e tasti cromatici placcati in ebano.Pedaliera a leggio con 17 pedali ed estensione Do1 / Sol#2 con prima ottava in sesta; costruita in legno di nocecon i pedali cromatici rivestiti in ottone.L’estensione reale è di 12 note e l’unione al manuale abbassa i tasti delle note corrispondenti nella prima ottava della tastiera; gli ultimi due pedali comandano gli accessori Terza Mano e Tamburo acustico.Comandi di registro a manetta ad incastro, disposti in due colonne sul lato destro della tastiera, secondo ilseguente ordine:

 

Voce Umana                                                             

Terza Mano

Flauto traversiere [soprani 8']                                     

Principale Bassi [8']

Flauto in VIII bassi                                                     

Principale Soprani [8']

Flauto in VIII soprani                                                  

Ottava Bassi

Viola Bassi [4']                                                           

Ottava Soprani

Clarone Bassi [4']                                                        

Decimaquinta

Tromba dolce soprani [8']                                           

Decimanona

Corno Inglese [soprani 16']                                          

Vigesimaseconda

Flaugioletto [nei bassi 1/2']                                          

Vigesimasesta

Ottavino [soprani 2']                                                   

Vigesimanona

 

Trigesimaterza

Tromboncini Bassi [8']                                                 

Trigesimasesta

Tromboncini Soprani [8']                                              

Contrabasso [16' al Ped.]

Trombe Reali [8' al Ped.]                                             

Ottava di Contrabbasso [al Ped.]

Timballi [al Ped.]                                                        

Quinta di Contrabbasso [al Ped.]

                                                                             

Accessori: Forte e Piano (tiratutti), Combinazione libera “alla lombarda”, Terza Mano a manetta e a pedale,Tamburo (acustico) all’ultimo pedale, Banda Militare (Grancassa), Campanini alla mano (campanelli alla tastierainseriti da una manetta posta sopra il manuale), Unione costante del Manuale al Pedale. 

L’Organo della Chiesa Parrocchiale di S. Stefano di Cadore è uno strumento costruito dalla Ditta Giacomo Bazzani e figli nel 1852. In seguito, nel 1953 fu gravemente manomesso. Rimasto per molti anni inutilizzabile è stato completamente restaurato e riportato alle sue caratteristiche originali dalla Ditta A. Piccinelli di Padova nel 1995.

E’ collocato in cantoria sopra la porta principale della Chiesa, racchiuso in cassa lignea, riccamente ornata con fregi dorati.

 

 

 

SAN VITO DI CADORE

     ORGANO “G. BAZZANI E FIGLI” (1848)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Facciata di 31 canne, con labbro superiore a mitra, disposte in tre campate a cuspide.Tastiera cromatica di 56 note (Do1 / Sol5) e pedaliera a leggio di 17 note (Do1 / Sol#2), con prima ottava corta.I registri sono azionati da due file di manette ad incastro poste a destra e con combinazione alla lombarda, nelseguente ordine:

 

Voce umana                                                       

Principal Bassi [8’]

Flauto traversiere [sopr. 8’]                                  

Principal Soprani [8’]

Flauto in 8va Bassi                                                

Ottava Bassi

Flauto in 8va Soprani                                           

Ottava Soprani

Viola (4’ - intera tastiera)                                     

Quintadecima

Fagotto Bassi [8’                                                   

Decima nona

Claroni Bassi [4’]                                                  

Vigesima seconda

Trombe dolci ne’ Soprani [8’]                               

Vigesima sesta

Corno inglese [sopr. 16’]                                      

Vigesima nona

Corni Da Caccia Dolci né Soprani [16’]                    

Trigesima terza

Flagioletto Bassi [1/2’]                                         

Trigesima sesta

Ottavino Soprani [2’]                                            

Controbassi [al ped. 16’]

Tromboncini Bassi [8’]                                          

Ottava de’ Controbassi [al ped. 8’]

Tromboncini Soprani [8’]                                      

Quinta de’ contr. [al ped. 5 1/3’]

Trombe reali [al ped. 8’]                                        

Timballi in XII Tuoni [al ped.]

 

Divisione tra bassi e soprani ai tasti Do#3 / Re3Accessori: manetta in alto sopra la tastiera per i “Campanelli”; Terza Mano e Rollante comandati da due pedaliposti a destra di seguito alla pedaliera; pedaletto a sinistra per il tremolo; tre pedaletti a destra comandano laGrancassa (con piatti e sistro), il Tiratutti del Ripieno e la combinazione libera “alla lombarda”. 

Lo strumento, costruito dalla ditta Bazzani di Venezia, arrivò a S. Vito nel 1849 e fu inaugurato nel 1850. In tutti questi anni non è stato fortunatamente mai manomesso conservando così intatte le sue caratteristiche originali, che sono la ricchezza timbrica dei registri e la dotazione di quegli accessori tipici del periodo quali la grancassa, i piatti, il rollante e i campanelli, che gli permettono quasi di ricreare la varietà dei suoni di una vera orchestra. Rimasto inutilizzato per circa 20 anni, è finalmente ritornato in perfetta efficienza, grazie all’intervento di ripristino funzionale effettuato dalla ditta F.lli Pedrazzi di Broni (PV) e promosso dall’Amministrazione Comunale di S. Vito (1998).

 

 

 

SAPPADA

     ORGANO “B. ZANIN” (1904)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Facciata di 31 canne disposte a cuspide in tre campate (9-13-9 canne rispettivamente).Due manuali di 58 tasti (Do 1 / La 5): primo manuale Grand’Organo; secondo manuale Organo Espressivo.Pedaliera parallela di 30 note (Do 1 / Fa 3).Trasmissione con meccanica sospesa.Registri azionati da tiranti collocati ai lati delle tastiere, nel seguente ordine:

 

a destra (Grand’Organo e Pedale):

 

 

Principale 8p.                                             

Ottava 4p.                                           

Sesquialtera 2f.(*)

Dulciana 8p.                                                

Quintadecima 2p.                                  

Ripieno 4f.

Tromba 8p.                                                 

Bordone 8p.                                         

Bordone 16p. (al Ped.)

 

a sinistra (Organo Espressivo e Pedale):

 

Nazardo 2 2/3’ (*)       

Voce celeste 8p.                                         

Principale 8p.                    

Cembalo 2f. (*)

Flautino 2p.                                                

Flauto 4p.                          

Viola 8p

Contrabbasso 16p. (al Ped.)                          

Ottava 8p. (al Ped.)             

Ottava 4p.

 

(*) =Registri nuovi

Accessori con comando a pedaletto, nell’ordine (da sinistra a destra):Unione Pedale al tasto 2^ tastiera; Unione Pedale al tasto 1^ tastiera; Unione due tastiere;Ancie; Registri di fondo 1^ tastiera; Ripieno 1^ tastiera;Staffa per l’espressione. 

Costruito da Beniamino Zanin agli inizi del  ‘900, è collocato in cantoria sopra la porta d’ingresso prinicipale. Si tratta di uno strumento a due manuali con Grand’Organo e Organo Espressivo. Ha subito recentemente un intervento di ripristino a cura della ditta Francesco Zanin di Codroipo (UD), durante il quale sono stati aggiunti anche tre nuovi registri. Ha delle caratteristiche foniche e costruttive differenti dagli altri organi utilizzati nell’ambito della rassegna, che permettono l’esecuzione di un repertorio diverso.

 

 

 

SELVA DI CADORE

     ORGANO “G. ZAVARISE” (1790-92)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Facciata di 21 canne di principale disposte a cuspide con ali davanti alle quali si trovano due file di registri adancia: i violoncelli ed i tromboncini.Manuale di 50 tasti (Do1/Fa5) con prima ottava corta con tasti naturali in osso e cromatici in ebano.Pedaliera a leggio, costantemente unita al manuale e anch’essa con prima ottava corta, con 18 tasti (Do1/La2) dicui l’ultimo aziona il rollante.Registri azionati da pomelli a tiro, distribuiti su tre colonne, una a destra e le altre due a sinistra della tastiera,secondo la seguente disposizione:

 

Contrabassi [16’]                               

Cornetto I [Soprani 2’]                                    

Principale Bassi [8’]

Ottava di contrabassi                         

Cornetto II [Sop. 1’3/5' fino al Do5]              

Principale Soprani [8’]

Tromboni Reali [8’]                            

Flauto in XII^                                                 

Ottava

 

Traversiero Soprano [4’]                                 

Quinta Decima

 

Traversiero Basso [4’]                                     

Decima Nona

 

Voce umana [dal Do#3]                                   

Vigesima Seconda

 

Tromboncini Bassi                                          

Vigesima Sesta

 

Tromboncini Soprani                                      

Vigesima Nona

 

Violoncelli Bassi                                             

Trigesima Terza e Sesta

 

Violoncelli Soprani                                          

Cornetta Reale [1’3/5']

 

Il corpo d’organo posto sopra la tastiera contiene i seguenti registri, comandati da due piccole leve ad incastro: 

Tromboncini [Bassi]                          

Cornettino [Soprani 2’2/3' + 2' + 1’3/5']

 

Divisione tra bassi e soprani ai tasti Do3 / Do#3.Accessori: Tamburo acustico sull’ultimo pedale e Tiratutti a manovella. 

L’organo fu costruito da Girolamo Zavarise per la chiesa Arcidiaconale di Agordo, dove fu collocato nel 1790. Nel 1792, a seguito di una controversia con i committenti che ritenevano lo strumento non conforme al contratto, Zavarise aggiunse un secondo piccolo corpo d’organo ed i tromboni al pedale.

Con l’ampliamento dell’Arcidiaconale, nel 1839 l’organo venne smontato e venduto al Comune di Selva di Cadore, dove si trova ancora oggi nella cantoria sull’entrata principale della chiesa parrocchiale di S. Lorenzo Martire. Il restauro della ditta Francesco Zanin di Codroipo, ultimato nel 2000, ci ha restituito uno strumento dalla singolare e ricca tavolozza timbrica.

 

 

 

TAI DI CADORE

     ORGANO “A. e A. CALLIDO” (1819)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Facciata di 23 canne di Principale, con labbro superiore a mitria, disposte a cuspide con ali, davanti alle quali si trovano i Tromboncini ed il Clarinetto.Manuale di 50 tasti (Do1 / Fa5), con prima ottava corta, come anche la pedaliera a leggio di 17 note (Do1 / Sol#2)che è costantemente unita al manuale.Due file di tiranti a pomello, sul fianco destro della tastiera, comandano i seguenti registri:

 

Principale Bassi [8’]                                                  

Voce Umana

Principale Soprani [8’]                                               

Flauto in VIII Bassi

Ottava  

Flauto in VIII Soprani

Quintadecima

Cornetta [soprani, 1 3/5]

Decimanona

Violetta Bassi [2’]

Vigesimaseconda

Tromboncini Bassi [8’]

Vigesimasesta

Tromboncini Soprani [8’]

Vigesimanona

Clarinetto [Soprani 8’]

Contrabassi [al pedale 16’]                                         

Flutta reale [Soprani 8’]

Ottava di contrabassi [al pedale]                                

Tromboni [al pedale]

                                                         

Divisione tra bassi e soprani ai tasti Do#3 / Re3Accessori: Tiratutti del Ripieno a manovella; Rollo azionato dall’ultimo tasto della pedaliera [La2]. 

L’attribuzione dello strumento è stata per molto tempo incerta; recentemente è stato rinvenuto un documento che ne farebbe risalire la costruzione al 1813, opera di Agostino e Antonio Callido, figli di Gaetano. Il Sampieri, massaro della Matrice di Pieve di Cadore, infatti, riporta che in tale data la chiesa di Tai (San Candido) ebbe, per dono di Candido Coletti: “un organo che supera la capacità della chiesa, opera del famoso Calido di Venezia…”.

Si tratta di un tipico organo di Scuola Veneta dove, accanto ai classici Tromboncini, Flauti in ottava e Cornetta, troviamo alcuni registri particolari, come la Flutta Reale, la Violetta e il Clarinetto, che cominciavano a essere introdotti nel primo Ottocento.

 

 

 

VALLE DI CADORE

     ORGANO “F. DACCI” (1768?)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Facciata di 27 canne di principale, con labbro superiore a scudo, disposte a cuspide con ali davanti alle quali si trovano i tromboncini. Due manuali di 45 tasti (Do1/Do5) con prima ottava corta: quello superiore per il Primo Organo e quello inferiore per il Secondo Organo.Pedaliera a leggio con 17 tasti (Do1/Sol #2), costantemente unita al manuale e anch’essa con prima ottava corta.I registri sono azionati da tiranti a pomello: quelli del Primo Organo e del Pedale sono posti sulla destra della tastiera, i due del Secondo sulla sinistra, con la seguente disposizione:

 

(Primo Organo)                                              

(Secondo Organo)

Principale Bassi [8’]                                        

Violoncelli Bassi (8’)

Principale Soprani [8’]                                    

Violoncelli Soprani

Ottava

 

Quinta Decima

 

Decima Nona

 

Vigesima Seconda

 

Vigesima Sesta

 

Vigesima Nona

 

Trigesima Terza

 

Trigesima Sesta

 

Voce Umana

 

Flauto in VIIIa Bassi

 

Flauto in VIIIa Soprani

 

Flauto in XIIa

 

Cornetta

 

Tromboncini Bassi

 

Tromboncini Soprani

 

Contrabbassi [16’ al Ped.]

 

Ottava [al Ped.]

 

Quinta di Contrabbasso [al Ped.]

 

Timballi

 

 

Divisione tra bassi e soprani ai tasti Do#3 / Re3.Accessori: Tiratutti per ripieno a doppio pedaletto e manovella; Tamburo azionabile con l’ultimo pomolo dei registri. Temperamento: 1/6 di comma regolare 

Solo recentemente si è scoperto che l’organo di Valle è stato costruito dall’organaro veneto Francesco Dacci; ciò risulta da un manoscritto notarile del XVIII-XIX sec. dal titolo: ”Memorie Parziali e rispettive delle Chiese esistenti nel Cadore e di quanto contengono”. A proposito della Chiesa di S. Martino di Valle si legge: “...edifizio...corredato di buon organo, opera di Francesco Daci”.

Relativamente alla data non si hanno ancora dati certi ma, all’interno della porticina di accesso alla cassa dell’organo si legge questa scritta ad inchiostro: “Bortolo Cruzzola Sindico Cassa / Fece Fare il Cassone e Organo / 1768.

Lo strumento è posto in cantoria e racchiuso in una monumentale cassa con intagli. Rimasto a lungo inutilizzato è oggi nuovamente pronto a far sentire la sua voce grazie all’accurato restauro di Francesco Zanin (2002). Il fedele ripristino è consistito anche nella ricostruzione di una seconda tastiera che permette così di far risuonare anche l’originale Secondo Organo (che ha un unico registro spezzato di Violoncelli ad ancia) collocato nel basamento della cassa, a sinistra dei manuali, e chiuso anteriormente da uno sportello.

 

 

 

VENAS DI CADORE

     ORGANO “G. B. DE LORENZI” (1859)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

La facciata, a cuspide con ali, è formata da 23 canne di Principale.Il manuale ha 56 tasti (Do1 / Sol5) ed è cromatico.La pedaliera, costantemente collegata al manuale, è a leggio con la prima ottava corta ed ha 18 tasti (Do1 / La2)di cui, quello corrispondente al Sol2 comanda la “Terza Mano” e quello del La2 il “Rollante”.Due file di manette ad incastro, a destra della tastiera, azionano i seguenti registri:

 

Trombone Bassi [8’]                                                

Principale Bassi 8’

Trombe Soprani [8’]                                                

Principale Soprani [8’]

Corno Inglese Soprani [16’]                                      

Ottava Bassi [4’]

Flutta Soprani [8’]                                                  

Ottava Soprani [4’]

Violetta Bassi [4’]                                                   

Decima Quinta [2’]

Flauto in Ottava Bassi [4’]                                        

Decima Nona

Flauto in Ottava Soprani [4’]                                    

Vigesima Seconda

Flauto in Dodicesima [Sop.]                                      

Vigesima Sesta

Flaugioletto Soprani [2’]                                          

Vigesima Nona

Voce Umana Soprani                                               

Contrabbassi Pedale [16’]

Bombardone al pedale [16]                                      

Ottava di Rinforzo [8’]

 

Divisione tra bassi e soprani ai tasti Do#3 / Re3Accessori: Tiratutti a pedaletto; Combinazione libera “alla lombarda” a pedaletto; Terza Mano; Rollante. 

 “1859 - I.R. Privilegiata Fabbrica di organi Fonocromici e Comuni - Di Giovanni Battista De Lorenzi - in Vicenza” questa iscrizione è riportata su una targa a stampa posta all’interno del somiere e sopra la tastiera dello strumento. L’organo, gravemente modificato alla metà del secolo scorso, è stato da pochi anni riportato alla fisionomia sonora originaria e presenta alcuni tipici registri ottocenteschi“da concerto”, che rendono molto interessante la sua tavolozza timbrica. Da sottolineare, in particolare, la Tromba, dolce e corposa, il Flaugioletto Soprani, incisivo e brillante in tutta la gamma timbrica, nonché il Bombardone di 16’ al pedale, possente ed equilibrato nei soli di ance.

 

 

 

VIGO DI CADORE

     ORGANO “A. BARBINI - C. ALETTI” (1757-1894)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Facciata di 21 canne, con labbro superiore a scudo, disposte a cuspide.Tastiera cromatica di 58 note (Do1 / La5) e pedaliera “a leggio” ma anch’essa cromatica di 21 tasti (Do1/ Sol#2)con 12 note reali.I registri sono azionati da due file di manette a destra della tastiera, con la seguente disposizione:

 

Fagotto Bassi [8’]                                                       

Principale Bassi [8’]

Trombe Soprani [8’]                                                    

Principale Soprani [8’]

Corno inglese Soprani [16’]                                          

Principale II Bassi [8’]

Violoncello Bassi [4’]                                                   

Principale II Soprani [8’]

Flauto Soprani [8’]                                                       

Principale Soprani [16’]

Flauto in VIII Soprani [4’]                                              

Ottava Bassi [4’]

Ottavino Soprani [2’]                                                   

Ottava Soprani [4’]

Viola Bassi [4’]                                                            

Duodecima Bassi [2 2/3’]

Viola II Bassi [4’]                                                          

Duodecima Soprani [2 2/3’]

Violino Soprani [8’]                                                       

Decimaquinta [2’]

Voce umana Soprani [8’]                                               

Decimanona Bassi [1 1/3’]

Tromboni Bassi al pedale [8’]                                         

Decimanona Soprani [1 1/3’]

Fisarmonica [8’-16’]                                                      

Vigesimaseconda [1’]

Terza mano                                                                 

Vigesimasesta e nona [1/2’]

Contrabbassi e rinf. ped. [16’-8’]                                     

Trigesimaterza e sesta [1/4’]

 

Divisione tra bassi e soprani ai tasti Do#3 / Re3Accessori: pedaloni per il Tiratutti del Ripieno, combinazione libera “alla lombarda”; pedaletti per Fisarmonica,Tremolo, Terzo Piede (accoppiamento tasto-pedale); alla pedaliera: Terza Mano e Rollante. 

Questo strumento fu costruito da Antonio Barbini, organaro di Murano, nel 1757 ed in seguito, nel 1894, furinnovato ed arricchito nella componente fonica dalla Ditta Carlo Aletti di Monza (che in Cadore lavorò ancheper le parrocchiali di Calalzo e Cibiana).

Come si è potuto constatare durante il lavoro di restauro nel 1997, effettuato dalla Ditta Pedrazzi di Broni, lostrumento, accanto ai numerosi registri “da concerto” di gusto ottocentesco aggiunti da Aletti, conserva quasiintegralmente il materiale dell’antico organo settecentesco. Si tratta, pertanto, di un particolare esempio di fusione fra timbriche di Scuole organarie diverse, di pregevole effetto fonico.Da segnalare anche la presenza di un originale registro ad ancia (di Aletti) chiamato Fisarmonica.

 

 

 

ZOPPE’ DI CADORE

     ORGANO “D. GASPARINI” (1746)

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Collocato in cantoria, sul lato sinistro, ha una facciata di 17 canne disposte a cuspide.Tastiera di 45 tasti (Do1 / Do5) con prima ottava corta e pedaliera a leggio, costantemente unita al manuale esenza registri propri, di 9 tasti (Do1 / Do2), anch’essa con prima ottava corta.Le 408 canne di cui è composto sono suddivise in 10 registri comandati da una serie di pomelli a tiro, in metallo,disposti su due file a destra della tastiera, secondo questo ordine:

 

Principale 8’                                                   

Voce umana [dal Do#3]

Ottava 4’                                                        

Flauto XII [dal Sol1]

Decima V  2’                                                   

Cornetta [dal Do#3]

Decima IX

 

Vigesima II

 

Vigesima VI

 

Vigesima IX

 

 

Un ultimo pomello comanda il Tiratutti.Le prime 12 canne del Principale sono in legno e di queste le 8 più gravi rimangono sempre inserite. 

Si tratta di un organo positivo di Scuola marchigiana, costruito nel 1746 da Domenico Gasparrini di Montecarotto (AN). Lo strumento si trova nella Chiesa parrocchiale di S. Anna in Zoppè di Cadore dal 1992, quando fu donato da Don Osvaldo Bortolot.

Nonostante le sue ridotte dimensioni il suo timbro brillante riempie la chiesa di Zoppè.Attualmente questo è il più antico organo di tutto il Cadore. 

  

 

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