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L’11 Luglio scorso 2017 cessava la sua esistenza terrena il Maestro Luigi Ferdinando Tagliavini. E’ assai difficile ripercorrere, in breve tempo, la vita e gli insegnamenti di questo illustre organista ed organologo che possiamo senza dubbio definire, dopo Renato Lunelli, il più grande esponente della Orgelbewegung italiana: a lui e a Oscar Mischiati si deve la riscoperta e valorizzazione dell’immenso patrimonio storico organario italiano ed il restauro secondo criteri filologici della maggior parte di questi strumenti.

La nostra Associazione è stata particolarmente legata al Maestro così come lui era legatissimo al Cadore ed al Comelico essendo figlio di Nella De Lorenzo Tobolo di Candide. Suo padre Carlo, lo ricordiamo, fu linguista di fama internazionale noto anche per i suoi approfonditi studi sull'idioma ladino del Comelico.

Tornava spesso a Padola, dove insieme ai fratelli aveva una piccola casa di vacanze, ed era facile vederlo all’organo Callido di Candide di cui curò sia il primo restauro, nel 1952 sia il secondo ad opera di Alfredo Piccinelli negli anni 90. Su questo strumento registrò con il contributo della nostra Associazione uno dei suoi apprezzati dischi, pubblicato dalla Bottega Discantica di Milano.

Ci piace ancora ricordare che fu lui, nell’agosto del 2008, a ritirare il premio Tromboncino d’oro attribuito a Oscar Mischiati alla memoria. L’anno successivo, per il suo ottantesimo compleanno organizzammo, in collaborazione con la Fondazione Levi di Venezia, una serie di manifestazioni che comprendevano un concerto, in suo onore, tenuto dai tre unici vincitori italiani del primo premio al concorso Paul Hofaimer di Innsbruck (Luca Scandali, Mirko Ballico e Andrea Marcon), una giornata di studi presso la Magnifica Comunità ed un concerto a quattro mani con l’amico Liuwe Tamminga all’organo Callido di Candide. In questa occasione fu lui a ricevere il Tromboncino d’oro e la cittadinanza onoraria.

A ottobre dello stesso anno fu organizzato un Convegno di Studi in suo onore a Venezia accompagnato da concerti alla Basilica dei Frari e da grandi festeggiamenti nel giorno del compleanno.

L’anno successivo, tenne un concerto all’organo Dacci di Valle di Cadore, organo del quale si era particolarmente interessato e che riteneva molto bello e ottimamente restaurato da Francesco Zanin.

Nel complesso furono molti gli organi cadorini che suonò per la nostra rassegna o che inaugurò, come ad esempio, l’organo Zavarise di Selva di Cadore; altri furono costruiti su suo progetto, come gli organi Tamburini di San Pietro di Cadore e quello domestico del dottor Paolo Zambelli Franz, suo caro amico.

Con noi fu sempre prodigo di consigli e suggerimenti che puntualmente arrivavano dopo ogni visita, ogni concerto od ascolto.

Ricordiamo, con particolare piacere, ’ultimo gesto che ha voluto compiere quale segno di vicinanza ed amicizia con l’associazione Organi Storici in Cadore: alcuni anni fa organizzammo una visita agli organi della città di Bologna ed alla collezione di San Colombano. Il professor Tagliavini volle personalmente farci da guida e suonare alcuni dei clavicembali della prestigiosa raccolta. In quell’occasione ci disse che gli avrebbe fatto piacere donarci il clavicembalo Neupert che teneva a Padola. Uno strumento acquistato nel 1955 e con il quale registrò all’Angelicum di Milano, nel 1958, il II Concerto in la minore per 4 cembali sotto la direzione di Alberto Zedda ed insieme a Claudio abbado, Antonio Ballista e Bruno Canino.

Ripeteva di essere dispiaciuto di farci dono di uno strumento che riteneva essere di poco valore. Lo scorso mese di giugno era intercorsa una telefonata tra Renzo Bortolot ed il Maestro proprio per accordarsi sul trasporto. Sarebbe stata l’ultima. Era contento che lo strumento potesse trovare una nuova collocazione e che sarebbe stato utilizzato, come gli avevamo promesso, per studio e per concerti.  Oggi lo strumento è nella Sala Consiliare della Magnifica Comunità a Pieve di Cadore e costituisce un perenne ricordo della sua figura di studioso e musicista.